mercoledì 24 ottobre 2007

I kurdi: pronti a una tregua (Orsola Casagrande, Il Manifesto 23/10/07)

Ma il premier Erdogan: andremo fino in fondo. Otto militari di Ankara catturati dal Pkk. L'Europa con la Turchia

Quella di ieri è stata una giornata di frenetiche trattative. E si è conclusa con l'offerta di un cessate il fuoco temporaneo da parte del Pkk. Se la Turchia smetterà di attaccare le nostre postazioni, dicono sostanzialmente i guerriglieri, gli scontri si fermeranno e ci sarà spazio per un'iniziativa di pace. I kurdi del partito dei lavoratori, ricordando di aver già in passato dichiarato tregue, hanno ribadito ieri di essere «sempre stati pronti per il dialogo. Siamo pronti a unirci a un processo politico se la Turchia ce ne darà l'opportunità».Tecnicamente il Pkk non aveva mai interrotto la tregua dichiarata più di un anno fa, anche se da qualche mese aveva ripreso quella che definisce «difesa attiva». Di fronte ai continui attacchi dell'esercito, i guerriglieri hanno cioè deciso di rispondere al fuoco. (...)
www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/23-Ottobre-2007/art23.html

martedì 23 ottobre 2007

da Sonata per i porci:



Quando Donna Margherita morì, la Braciera rise, rise di gusto, rise di gioia, rise sino a piegarsi sul ventre grasso, rise sino a stravaccarsi per terra in uno spasmo. Urinò sangue per due giorni. Dovettero chiamarle un medico per una visita d’urgenza. La degenza le impedì di poter ballare al funerale ma non di cinguettare in coda al corteo.

«Pronti a entrare in Nord Iraq»


L'esercito di Ankara prepara un'offensiva nel nord del paese vicino. Ufficialmente, per combattere il Pkk. Ma molte altre sono le poste in gioco
Orsola Casagrande
Il Manifesto, 10 ottobre 2007

dal poema Khaibar di Mohammed Reza Abdol-Malakian

Fummo bruciati come germogli di piante
tra le correnti di velenosi venti
mostrammo le nostre ferite terrificanti
da una parte del mondo all’altra.
Ma gli occhi ingiusti del mondo
non si sono mai aperti sul destino degli oppressi.
Il mondo confina unicamente con sé stesso in un falso pentimento
E ancora una volta noi diventammo obiettivi e sempre più mucchi di martiri
Noi fummo bersaglio di bombardamenti velenosi
Noi fummo bersaglio di bombe distruttive
Noi restiamo i più oppressi del mondo.
Risorgemmo da tonnellate di detriti
ci alzammo dalla terra ormai avvelenata
cercando di sopravvivere e combattere
credeteci, gente del domani
credete in questa storia e imparatene la lezione
imparate come combattere l’oppressione.

dal poema Khaibar di Mohammed Reza Abdol-Malakian

Incipit

La Germania è un posto triste. E Wermelskirchen è un lacrimatoio.
La Germania è una robusta toilette di acciaio incrostata di nazismo e stinchi di maiale mal digeriti, che rendono ancora più putride le fogne.
La Germania è una colonia penale, puzza di fiumi inquinati e fabbriche belliche di reagenti chimici.

Pare che il Padreterno strizzi piccioni per divertirsi a vedere come ci cagano addosso. Forse per questo li ha fatti più simili a clisteri o a sacche da pasticciere, pronte a decorare di guano nerobianco il mondo dabbasso.
È una solita notte di gennaio di cui si potrebbe fare a meno, di tormento diffuso e stelle ficcanaso. Il freddo ha appannato....

4° movimento: Ad ammazzare porci (Halabja 1988)